Presagio

L’uomo puzza di cuoio, di sudore e di ferro. Anche la calce dei muri puzza di cuoio, e di ferro. Negli occhi dell’uomo c’è la collera di un dio straniero, incapace di ascolto. Ma non sono occhi sconfitti. C’è ancora voglia di forza in quegli occhi. La donna conosce la sua ferita. Sul tavolo ci sono due fogli e una penna di ebanite con il pennino d’oro. Le dita dell’uomo tremano. Sul tavolo c’è una brocca vuota e c’è un bicchiere d’acqua marrone. Le dita dell’uomo girano intorno alla penna senza toccarla. Forse vogliono danzare una danza. «Wahrheit» dice l’uomo. La sua voce è lontana. «Wahrheit». C’è il brusio dei bivacchi nella sua voce.
Gli occhi di lui sono blu. Fermi. Quelli di lei sono un cielo spazzato dalla bora.